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Cuba: l'Avana rivoluzionaria

Il primo maggio è un giorno importante a Cuba. E' l'occasione buona per il regime per celebrare una "rivoluzione" avvenuta 50 anni fa e riproporre la solita propaganda ipocrita i cui messaggi sono ostentati un po' ovunque nell'isola. La grande festa inizia al mattino a Plaza de la Revolución, a l'Avana. E visto che in questa giornata la capitale è quasi deserta e senza traffico, ne approfitto per fare un giro sull'autobus panoramico. 




Plaza de la Revolución
Propaganda

Dal piano superiore dell'autobus si vedono gli alti e bassi dell'Avana: la città vecchia, l'affascinante lungomare (il Malecón), l'Hotel Nacional dei vip degli anni '40, le casette-baracche, i viali alberati, le villette stile liberty e coloniale, i tristi condomini sovietici. Passo la prima mezz'ora del tour a fare foto e tenere d'occhio le foglie basse degli alberi e i cavi elettrici allentati, che rischiano di colpire noi malcapitati turisti. In testa mi è rimasta la canzone "Cielito lindo", che ho sentito la sera prima a El Floridita (vedi post Cuba: l'Avana calda, meravigliosa e decadente) e non riesco a liberarmene. Scendo al Cimitero Monumentale.

Hotel Nacional
I cavi elettrici e le baracche dell'Avana
Il Malecón (visto dall'altra parte della baia)
Il cimitero di Colón ospita 2.000.000 di cubani (morti) ed è stato aperto nel 1800. E' stato il solo posto, per molti anni, dove è stata permessa la proprietà privata. Il biglietto d'ingresso, ottenuto nonostante le difficoltà di comunicazione con l'impiegata baffuta, include una visita guidata dove si scopre la storia delle famiglie e dei personaggi più importanti dell'Avana e si può apprezzare arte funeraria in tutti gli stili. Ovviamente, il tutto è condito da leggende e aneddoti inverosimili che però rendono più interessante il giro.



Anche al cimitero...


Salto di nuovo sull'autobus hop-on-hop-off e torno in centro dove pranzo al Sloppy Joe's, altro bar preferito di Hemingway (prendere nota: Hemingway aveva un problema con l'alcol). Da lì sono due passi fino al Museo della Rivoluzione, che è allestito nell'ex palazzo presidenziale. Il tema dell'esposizione è la nascita del movimento rivoluzionario a Cuba, le battaglie contro il governo dell'epoca, la vittoria e le "riforme" attuate. La solita propaganda viene usata per celebrare in ogni stanza gli esempi di virtù Che Guevara e Camilo Cienfuegos. Nelle vetrine ci sono foto, lettere, discorsi di Fidel, vestiti insanguinati, oggetti personali degli "eroi" e piani d'attacco. Ad occhio e croce il tutto non viene rinnovato (e pulito) dagli anni '70. Il palazzo ha un bel salone di gala che, purtroppo e per fortuna, è in fase di ristrutturazione.

Ex-palazzo presidenziale, la scrivania dove Fidel ha "firmato" la presa al potere

Un edificio moderno, invece, ospita il Museo Nazionale di Arte Cubana. Quasi tutti gli autori sono cubani: dipinti e sculture vanno dalla tarda era coloniale (1800) fino all'epoca contemporanea. Un paio di ore trascorrono lisce, meritano soprattutto gli artisti dagli anni '20 ai '50. All'arrivo di frotte di turisti americani mi dileguo e vado a godermi l'aria condizionata nella mia stanza.

Qualche informazione pratica

L'autobus hop-on-hop-off è un ottimo mezzo per spostarsi all'Avana e in generale più economico dei taxi.

Quasi tutte le spiegazioni nei musei sono in spagnolo (non un grosso problema comunque per i turisti italiani). Non si sa mai se gli orari di apertura verranno rispettati oppure no. Si scopre al momento.

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