AAA. Cercasi lettori-viaggiatori in vena d'ispirazione

... con cui condividere esperienze, avventure, guai e passioni.

Che viaggio surreale!

Mi piace molto il video di questa canzone degli Imagine Dragons, un "viaggio con la mente".





O forse il sogno di un viaggio.

"Decidemmo di andare a Bariloche prendendo la via chiamata dei sette laghi,

perchè tanti se ne costeggiano prima di arrivare alla città. E sempre con l'andatura tranquilla della Poderosa abbiamo percorso i primi chilometri senza particolari noie a parte qualche problema meccanico di poco conto finchè, incalzati dalla notte, siamo stati costretti a recitare la solita storiella del fanale rotto in una caduta per dormire in una casa cantoniera, "scusa" alquanto utile perchè il freddo quella notte si fece sentire con insolita asprezza. Era così forte la "morsa" che subito dopo un tipo venne a chiedere delle coperte in prestito, dato che lui e sua moglie erano accampati in riva al lago e si stavano congelando. Siamo andati a bere del mate in compagnia della stoica coppia che, in una tenda da montagna e con il ridotto bagaglio che poteva stare nei loro zaini, viveva da tempo sui laghi. Ci fecero venire dei complessi.
Riprendemmo il viaggio costeggiando laghi di grandezze diverse, circondati da boschi millenari; il profumo della natura ci accarezzava le narici; ma succede un fatto curioso: arriviamo a stomacarci di lago, bosco e casetta solitaria con giardino curato. Lo sguardo superficiale rivolto al paesaggio capta soltanto la sua noiosa piattezza senza riuscire a penetrare lo spirito stesso della montagna, per cui occorrerebbe rimanere sul posto vari giorni. Alla fine, siamo arrivati alla punta nord del lago Nahuel Huapi e abbiamo dormito sulla riva, contenti e sazi dopo l'abbondante carne arrosto che avevamo consumato. Ma nel riprendere la marcia, abbiamo notato una foratura nella ruota posteriore e lì è cominciata una tediosa lotta con la camera d'aria: ogni volta che la rattoppavamo finivamo per pizzicarla dalla parte opposta, col risultato di esaurire le toppe ed essere costretti ad aspettare la notte nello stesso posto in cui avevamo dormito. Un colono austriaco che in gioventù era stato corridore di moto, lottando tra il desiderio di aiutare dei colleghi in disgrazia e il timore di come avrebbe reagito la sua signora, ci diede ospitalità in un magazzino abbandonato. Nel suo stentato spagnolo ci raccontò che in quella zona c'era una tigre cilena."

Tratto da "Latinoamericana" di Ernesto Che Guevara, che ha ispirato il film "I diari della motocicletta":

Una camminata di fine estate

30 Agosto 2015


Caro Viaggiatore,

Le previsioni meteo non ci lasciano scampo: questo è l'ultimo fine settimana di vera estate. Ecco perchè oggi ho deciso di partire di buon mattino e di fare una lunga camminata in montagna. Ho preso il treno a Kufstein, dove abito, fino a Jenbach. Dopodichè, sono salita sull'autobus fino a Maurach, e poi con un balzo su quello che mi ha portata fino a Pertisau, sulle rive del lago Achensee

Il lago Achensee
Con passo veloce, ho seguito la strada che si inoltra nel bosco, in una valle parallela. La mia prima destinazione era la malga Gramaialm (1263 m). Si trova nel cuore del parco naturale Karwendel, così chiamato per il nome del gruppo montuoso in esso compreso.


Circa 8 km (300 m di dislivello) separano Gramai e Pertisau e solo un piccolo gruppo di malghe si trova a metà via. Lì mi sono fermata per una colazione veloce con Linzertorte e caffè.

Colazione!
Sul greto di un torrente in secca
Un'ora dopo, è apparso Gramaialm, avvolto da un teatro di montagne. Il sole già scottava ma ho deciso di non fare nessuna pausa. Il mio vero obiettivo era il rifugio Lamsenjochhuette, 700 metri di dislivello più in su.


Gramaialm

Inizio della Adlerweg - via delle aquile
E così, nel calore di una giornata splendida, con quel cielo così terso che si può trovare solo in montagna, mi sono inerpicata sul sentiero tracciato nel corso degli anni da innumerevoli escursionisti.


Il sentiero
Lamsenjochhuette (1953 m) era là ad aspettarmi. Il tetto brillava sotto i raggi del sole e le montagne facevano uno sfondo da cartolina. Sopra tutte svettava la cima Lamsenspitze con i suoi 2508 m.

Lamsenjochhuette
La cima in fondo a destra è Lamsenspitze
Godere dell'ombra e di cibo con una tale vista, dopo aver fatto tutto quel cammino in salita, mi ha ripagata per la fatica e per la pazienza.

La via di ritorno, sull'altro versante in direzione Stans (563 m), è stata più noiosa. Il finale però si è fatto interessante: dalla chiesa di St. Georgenberg (898 m), arroccata su una roccia, ho imboccato il Wolfsklamm, la "gola del lupo". Gli scalini di legno mi hanno portata, attraverso la gola, attorno a cascate, fino alla stazione del treno.

St. Georgenberg
Un "esercito" di sassi in equilibrio




Il Wolfsklamm

Qualche informazione pratica


Il parco naturale Karwendel, al confine tra Austria e Germania:


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